Capitan America Stanotte Muoio

cap111Si può dire qualcosa di nuovo su Capitan America che qualcuno non abbia già stato detto nei 50 anni circa di storia “recente” (se non si
considerano le storie degli anni 40 e 50). Può darsi, il tutto dipende da chi lo analizza, alcuni lo trovano un personaggio ormai superato e anche noioso mentre c’è chi lo apprezza dopo tutti gli anni in cui è comparso in Italia (1973). Io sono parte di questa seconda categoria, infatti farò la recensione di un tot di storie che
per me sono state notevoli per quel che riguarda questo personaggio.

È l’arco di storie che va da Capitan America numero 110 al numero 113 edizione USA pubblicate in Italia sulla testata omonima in Italia dalla Corno nei numeri che vanno dal 26 al 29 (ripubblicate dalla Panini sulla serie di fumetti Marvel Collection di Capitan America). Sono le storie che hanno preso il nome collettivo di Stanotte Muoio disegnate
dallo stesso Jim Steranko di Nick Fury Agente dello Shield. Perché parlare proprio di Steranko e non di Gene Colan o Jack Kirby? Perché Jim Steranko nei tre numeri che disegnò creò un certo impatto di cui ancora oggi si sente l’eco (secondo me e altri che la pensano come me). Se si vuole conoscere meglio questo disegnatore basterebbe
procurarsi l’omnibus Panini di Nick Fury e leggendolo si vedrà la tecnica inconfondibile di questo artista grafico.

Analizzando queste storie, iniziamo con Non Più Solo (oppure con la traduzione più recente Mai Più Solo) dove Capitan America dopo tanto tempo da solo dopo un combattimento con Hulk “assume” Rick Jones (in precedenza il partner di Hulk) come suo nuovo compagno, i due insieme si scontrano con l’Hydra (una organizzazione criminale/terroristica pseudo nazista Marvel) con a capo di Madame Hydra qui alla sua prima comparsa nel mondo dei fumetti Marvel (in seguito prenderà l’identità della Vipera). Steranko in questo numero fa uno splendido lavoro coi chiaroscuri.

Segue Stanotte Muoio (oppure con la traduzione più recente Domani Vivi Stanotte Muoio) questo numero potrebbe essere un’opera fondamentale di Steranko, in un paio di pagine, mentre è in borghese, Capitan America subisce un assalto da parte dell’Hydra, ingannato da un appuntamento fittizio fissatogli da Nick Fury, Rick Jones viene preso prigioniero dalle forze dell’Hydra, Nel tentativo di salvarlo Cap va a finire nella trappola dell’Hydra appositamente progettata.

Nel tentativo di fuggire Cap si butta nel fiume ma viene trapassato da decine di colpi almeno così sembra all’apparenza. Si può solo dedurre questo vedendo il suo costume traforato da colpi di proiettili che la polizia recupera, ma quello che più sconvolge è una maschera col viso di Steve Rogers (identità civile di Capitan America,conosciuta da molti).

Se si esclude la parte finale che lascia col fiato sospeso e decine di interrogativi (tenere conto che nel 1969 c’era ancora l’abitudine di far morire i personaggi ogni tre per due), un’altra cosa che a mio parere colpisce sono i disegni onirici di Steranko le immagini di questa storia sono molto particolari.

ironmanNel numero successivo, il numero 112, Steranko cede la matita a Jack Kirby, in base alle dicerie dell’epoca, perché Steranko non rispettò i tempi di consegna dell’albo mentre invece Kirby era un disegnatore più veloce. La storia inizia con Iron Man nel quartier generale dei Vendicatori che riceve la notizia, avvisato della fine di Capitan America, questo da motivo per una carrellata sulle storie principali di Capitan America nella Seconda Guerra Mondiale e ai giorni nostri.

Nel numero 113 Steranko ritorna per disegnare per i funerali di Capitan America, e, a mio parere, le pagine iniziali della storia sono l’esempio delle capacità artistiche di Jim Steranko, sempre secondo me, alcune spanne sopra la maggior dei disegnatori di quei tempi. Per tornare alla nostra storia, Nick Fury fa un discorso funebre molto toccante, ed altrettanto toccante è la scena in cui lui e i Vendicatori , commovente per l’orazione funebre di Nick Fury e per i Vendicatori che trasportano la bara di Capitan America. Tutti vengono messi KO da un gas che viene da una cartolina posta sulla bara del Vendicatore ucciso.

Il tutto non è che un progetto di Hydra per togliere di mezzo anche i Vendicatori, ma ad un certo punto appare Capitan America apparentemente tornato dalla morte che li salverà tutti. In questo numero c’è da anche da sottolineare la splash page disegnata da Steranko ma non è l’unica cosa da sottolineare, c’è azione, c’è emozione, c’è energia che questo disegnatore riesce a trasmettere nelle pagine di questa storia, e il tutto è veramente ragguardevole (Kirby era altrettanto grande ma secondo me in questa storia Steranko riesce a batterlo).

L’albo finisce con Hydra sconfitta per mezzo di Capitan America e di Rick Jones e Cap che racconta a Rick di avere simulato la morte adoperando un manichino per nascondere la sua vera identità, troppo conosciuta dal pubblico generale per non fare conoscere chi c’è veramente sotto la maschera di Capitan America. La sua apparente morte era solamente una mossa per potere avere nuovamente l’identità segreta.
La Corno all’epoca diede a questa storia il titolo In Memoria di un Eroe Caduto anche se il vero titolo della storia era era La Bizzarra Morte di Capitan America.

Queste storie apparvero in Italia in origine nel 1974 tramite l’Editoriale Corno. Avvicinandosi ai giorni nostri la Star Comics pubblicò poi questi fumetti in uno speciale nel 1992, e infine la Panini Comics lo ripubblicò nel 2010 con una traduzione nuova sul numero 4 della collana dei Marvel Collection dedicati al personaggio di Capitan America.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *